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ErnieApp explained to the retail banks as a digital marketing tool of the future.

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Il tema più caldo nel rapporto tra marketing e algoritmi è però quello della profilazione. Dalla fine del 2023 Google eliminerà i cookie di terza parte da Chrome, il sistema che consente ai siti di offrire agli utenti esperienze sartoriali, memorizzando le informazioni su di loro. Un annuncio che ha scosso il mondo dei pubblicitari, i quali non potranno più fare affidamento su migliaia di tracker e identificativi proprietari basati sui “biscottini”. Diverse le alternative allo studio, dal token standardizzato nei browser proposto da Iab alla sandbox lanciata da Google. «Il punto», dichiara Isabella De Michelis, fondatrice di ErnieApp, «è che i brand, per paura di violare le norme sulla privacy, hanno finora rinunciato a costruire un patrimonio di dati con cui arricchire la conoscenza dei propri utenti. E oggi ci troviamo di fronte al paradosso che le grandi piattaforme del web, cioè i padroni della pubblicità online come Google e Facebook, dispongono dell’80 per cento dei consensi confermati da parte degli utenti all’uso dei loro dati. I brand invece oscillano tra il 10 e il 50 per cento. A questo punto le aziende hanno due possibilità. Possono continuare ad appoggiarsi ai giganti della rete, che saranno rafforzati dai progetti sul metaverso, nuova arena capace di raddoppiare la capacità di profilazione. Oppure possono avviare una poderosa strategia per accrescere i dati di prima parte e recuperare i dati di terza parte. Senza abdicare alle big tech. Come fare? Anzitutto è necessario pulire i propri dati: troppe ancora le pagine vecchie e inutili presenti nel web. E poi bisogna migliorare il proprio patrimonio informativo».”

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